La principessa e le fragole
C'era una volta, in un lontano regno bretone, una bella principessa con gli occhi azzurri come il cielo e che era balbuziente.
La balbuzie non dava fastidio alla bella principessa che amava mangiare fragole selvatiche raccolte nell'orto del castello.
I sudditi del re raccoglievano le fragole più belle, le lavavano, le tagliavano, le mettevano in una ciotola e le servivano alla principessa balbuziente, mescolate con melassa di canna diluita in acqua.
Finché un giorno, Gurt, un mercante dell'est, portò al castello una pozione cremosa, fatta con la fermentazione del latte.
Il processo di preparazione della pozione prevedeva l'aggiunta di culture batteriche specifiche, di solito Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, al latte di pecora. Questi batteri fermentavano gli zuccheri del latte (lattosio) e producevano acido lattico, che faceva coagulare il latte e trasformarlo in una consistenza cremosa.
Quel giorno, uno dei sudditi assaggiò la crema e decise di mescolare le fragole per servirle alla principessa. Quando la futura regina assaggiò, si innamorò subito della pozione.
Curiosa, chiese a una guardia della corte di portare il mercante alla sua presenza e ordinò al vescovo di chiedere il suo nome.
Il vescovo si avvicinò al mercante e disse solennemente:
- Oh, pagano mercante che vaga per queste terre: Dì alla vostra altezza il tuo nome.
Mettendosi in ginocchio davanti alla maestà, il umile mercante disse a voce bassa:
- Gurt, Vostra Maestà, Yo Gurt, un servo a vostra disposizione.
La principessa, perplessa e che parlava a malapena a causa della balbuzie, chiese:
- Io Gurt? Io Gurt? Io Gurt?
Nel castello, affascinati dal suono che sentirono dalla voce della principessa, i sorrisi silenziosi dei sudditi risuonarono fino ai regni vicini, e da quel giorno in poi, la pozione cremosa fu chiamata "Yo Gurt".
Morale della Storia:
Mescolare fragole con "Yo Gurt" è molto meglio che con acqua e melassa di canna.
NR:
Questa è una delle storie della nonna,
e chi vuole può raccontarne un'altra bouna.
Marcio Martini





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