L'ARBORO
C'era una volta una bambina molto bella chiamata Angela che frequentava il primo anno di scuola.
Un giorno, la professoressa avvisò la classe: 'Alla fine del mese faremo una presentazione degli alunni e voglio che voi proviate una poesia da recitare sul palco del nostro anfiteatro.'
Arrivata a casa, Angelina, come la chiamava suo papà, corse tra le sue braccia, raccontò la richiesta dell'insegnante e, in lacrime, disse:
San Gennaro, mio protettore:
Non conosco nessuna poesia da recitare a scuola!
Santa Rita da Cassia, per favore:
tra affrontare questa vergogna,
preferisco morire avvolta in una bianca lenzuola!
Sentendo la tristezza della sua bambina in lacrime e, senza sapere cosa fare, papà disse quasi senza pensare:
Non piangere per questo, bella principessa.
Per risolvere questa situazione
Le tue lacrime ingenue meritano versi puri
Pieni di molta delicatezza.
Recita la poesia dell'albero.
È bella e ingenua come te:
i tuoi versi sono facili da memorizzare
e alla fine,
tutti i tuoi amici verranno a salutare.
Ma papà, non dirmi una cosa del genere!
La poesia dell'albero non la conosco,
e nemmeno immagino.
Santa Madonna, ti prego:
Insegnami questa poesia
E porterò la tua immagine nell bosco.
Vedendo quella bambina spaventata,
suo papà rivela il poema.
L'ARBORO
Oh albero, albero mio:
dell'ossigeno mi rifornivi,
nel giorno 31 di febbraio dell'anno,
è finito con il cappello di mio zio.
Dommanda:
Cosa erano papà: umorista o poeta?
Testo: Marcio Martini
ispirato alla storia reale di Simonetta Landolina

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