L’infanzia è il cuore di tutte le età
Prima di tutto, chiedo il permesso di copiare Darly quando lei scrive:
"... per fortuna ho avuto un'infanzia molto felice e adesso guardo il mondo ancora con un certo stupore ma anche con qualche giudizi. Impossibile non farci dei giudizi e non stupidirci con tante cose che succedono. ..."
Mi spaventa vedere i giovani di oggi smarriti, senza una direzione, nonostante ci sia tanta guida, sia da parte della società che da internet. In queste condizioni, la visibilità di una luce in fondo al tunnel è davvero scarsa.
So che non è educato dire 'ai miei tempi', ma non posso fare a meno di riferirmi a quella società che mi ha cresciuto, e che ha cresciuto molti di noi, nati prima degli anni Cinquanta.
Le nostre risorse erano limitatissime, ma le nostre scuole insegnavano molto di più e con contenuti più ricchi. Il senso di appartenenza e di civiltà era vivo in ogni alunno, negli insegnanti, nei genitori e in tutta la società che ci circondava e ci proteggeva.
Se siamo gli uomini che siamo oggi, lo dobbiamo alla nostra infanzia.
Ma sì, c’è una luce in fondo al tunnel, e ci sarà sempre, soprattutto perché la vita è fatta di continui cambiamenti.
Gli scienziati affermano che “ogni secondo che passa rinnova l’intero cosmo”.
Allo stesso modo in cui — per orrore dei nostri genitori — siamo stati la “gioventù perduta”, anche i giovani di oggi rappresentano questo.
Non è che stiamo forse pretendendo dai nostri figli gli stessi “assurdi” che i nostri genitori pretendevano da noi?
La società cambia, le abitudini cambiano, i criteri cambiano, cambia tutto il mondo.
Non dovremmo essere noi a diventare più tolleranti, flessibili e comprensivi?
In fondo… come è sempre stato, il mondo sarà loro.
Marcio Martini

Commenti
Posta un commento